Piccoli stratagemmi di comunicazione

Piccoli stratagemmi di comunicazione

La comunicazione è la base di ogni nostra interazione, con qualunque forma, inclinazione, proposito si manifesti.

È diventata una disciplina, quasi una scienza. È stata usata, abusata dai cosiddetti leader, molte persone ne hanno fatto il fulcro del proprio lavoro.

Il primo assioma della comunicazione

Quello che è certo è il primo assioma della comunicazione, ovvero “È impossibile non comunicare. In qualsiasi tipo di interazione tra persone, anche il semplice guardarsi negli occhi, si sta comunicando sempre qualche cosa all’altro soggetto.”

Non è possibile non comunicare, quindi. Noi comunichiamo sempre, anche quando siamo convinti o ci impegniamo a non farlo. E lo facciamo, oltre che con la comunicazione verbale, anche e soprattutto con quella non verbale, che spesso ci tradisce, in quanto più spontanea e meno controllata.

Ci sono piccoli “trucchi”, o per meglio dire accorgimenti, che si possono mettere in atto quando si comunica e quando la comunicazione ci sta particolarmente a cuore, soprattutto quando desideriamo migliorare l’interazione con il nostro interlocutore o ascoltatore o lettore che sia, qualunque sia il motivo che ci spinge a farlo.

Alcuni sono espedienti utilizzati per lo più nei comizi o nei dibattiti:

  • utilizzare un linguaggio di facile comprensione, termini semplici e chiari, conosciuti dai più;
  • esprimersi in maniera diplomatica per non esporsi;
  • fare riferimento a un background comune, a qualcosa di “universalmente” conosciuto o ricordato.

In un dialogo a due, invece, si può:

  • sorridere per creare empatia;
  • rispecchiarsi nell’altro, sia verbalmente che gestualmente, quindi ricalcarne le espressioni e gli atteggiamenti, così da farlo sentire a proprio agio.

Tre piccoli stratagemmi di comunicazione

Ci sono poi tre piccoli stratagemmi di comunicazione che io amo particolarmente.

Li chiamo:

  1. opzione preferita: la seconda
  2. penso positivo
  3. non pensare a un elefante rosa

1. Opzione preferita: la seconda

Quando si formula una domanda con due possibilità, ovvero si invita l’interlocutore a scegliere tra due alternative, conviene lasciare la (nostra) alternativa preferita come seconda. Ad esempio: stai trovando noioso o interessante il mio discorso? 😉 Vuoi che svolga io quel compito o preferisci occupartene tu? Pare che tutti siamo portati a scegliere la seconda opzione, forse perché la ultima sentita.

2. Penso positivo

Cercare di parlare al positivo. Le stesse cose si possono esprimere in molti modi e vedere da molte angolazioni. Le negazioni mal dispongono gli interlocutori. Esempio semplice: non ho ancora terminato quel lavoro oppure ho quasi terminato / sto per terminare quel lavoro. Sono pressoché lo stesso concetto ma molto differente dal punto di vista della comunicazione e del messaggio. Si potrebbero fare molti altri esempi simili a questo. Non è possibile attuare quella modifica che mi hai chiesto oppure per quella modifica che mi hai chiesto esistono soluzioni alternative… Insomma, con un po’ di diplomazia e di grazia, tutto può sembrare più facile. Nessuno ha voglia di problemi, tanto più di quelli altrui, tanto più da persone che si presume dovrebbero risolverli.

3. Non pensare a un elefante rosa

Allo stesso modo sarebbe meglio non esprimere se stessi con pensieri negativi. Quante volte diciamo frasi del tipo: non è un problema oppure non voglio insistere…? Ci viene naturale. Eppure involontariamente mandiamo il pensiero di chi ci ascolta o ci legge proprio lì, sul concetto che stiamo negando. Ti faccio un esempio simpatico che fecero a me anni fa. Non pensare a un elefante rosa. Ok, ora dimmi: a che cosa stai pensando? Scommetto proprio a un elefante rosa! È un esempio semplice perché quella che ti propongo o meglio che non ti propongo è un’immagine e quindi al tuo cervello viene normale visualizzarla, ma lo stesso vale per i pensieri più complessi. Negli esempi di prima quali sono le parole che pronuncio? Problema… Insistere… Sono quelli i concetti che ti sto trasmettendo e che quindi verranno subito recepiti. Quanto sarebbe più semplice e diretto sostituirli con: è fattibile, la faccio senz’altro, tutto a posto! oppure il mio punto vista è che… pensavo che la cosa si potrebbe vedere anche in un altro modo…?

 

In conclusione, non ho la certezza che questi piccoli stratagemmi di comunicazione funzionino, ma vedrai che d’ora in avanti ci farai sicuramente caso in te stesso e negli altri e magari inizierai a utilizzarli e ad apprezzarli. In quel caso, fammi sapere come va! 😊